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Prospettiva Introspettiva

13/1/2017


Na.Pa. Un acronimo, una formula che racchiude uno spirito, uno spirito in continua evoluzione, come un albero che rinnova sempre le sue foglie, per mantenerle sempre verdi.

 Dinamiche evolutive, evoluzioni dinamiche. Nella forma e nella materia. Classe ‘83, nata alle pendici del monte Etna, dal vulcano alla terra, dal magma che si insinua nella vene dell’anima, Nancy Palmeri sin da bambina muove i suoi primi passi nel mondo dell’arte, una naturale inclinazione al “creare” la rende sin da subito propensa, o meglio pronta al mondo che la aspetta. Un mondo fatto di forme, dalle più apparentemente banali, a quelle che le fanno percepire inconsciamente che il suo mondo è fatto di quattro lettere: arte.

 Tutto è arte, tutto è materia plasmabile, basta connettere la mente al mondo che ci circonda. Gli studi al liceo artistico le danno ancora più consapevolezza della sua sempre crescente inclinazione, per continuare il suo percorso all’Accademia di Belle Arti di Catania, dove interrompe gli studi per mancanza di stimoli. Stimoli che la vita “reale” le da continuamente, un corpo, un movimento, tutto è materiale onirico su cui ricavare un oggetto da plasmare. Oggetto, che sulle sue mani abili e ruvide, di chi lavora incessantemente per raggiungere la forma proiettata nella sua mente, si materializza come un riflesso della mente. Gli occhi diventano lo specchio dell’anima e dei suoi pensieri,  e le sue mani il collegamento con il mondo che la circonda. Il percorso da scultrice la rende sempre più precisa, i dettagli sono curati fino all’ultimo respiro. Respiro che la porta a provare, scalfire, entrare sempre più in contatto con la materia, di qualunque natura essa sia, fino ad arrivare alla vera “arma” della sua arte: il polistirolo indurito. Fragile, ma al tempo stesso malleabile, bisognoso di cure ma ruvido allo stato grezzo. Come il corpo umano, caratteristiche simili, caratteristiche che si racchiudono in una diversa struttura.

 Ma Nancy riesce a donare l’anima al materiale senza vita, che improvvisamente si sveglia dal sonno perenne. Le sue opere fanno battere il cuore, e reciprocamente sembra che batta al loro interno. Scoprendo così l’arte erotica. Un’arte su cui ricama ogni singolo soggetto, spigolosi corpi che racchiudono quella sessualità nascosta di ognuno di noi.

 Colori Pop, colori che spaziano dal nero assoluto al bianco più candido, dal rosso della passione al giallo della gelosia, corpi che non sembrano corpi ma anime, il cui bisogno di affetto è sempre più deciso.

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13/1/2017


Na.Pa. Un acronimo, una formula che racchiude uno spirito, uno spirito in continua evoluzione, come un albero che rinnova sempre le sue foglie, per mantenerle sempre verdi.

 Dinamiche evolutive, evoluzioni dinamiche. Nella forma e nella materia. Classe ‘83, nata alle pendici del monte Etna, dal vulcano alla terra, dal magma che si insinua nella vene dell’anima, Nancy Palmeri sin da bambina muove i suoi primi passi nel mondo dell’arte, una naturale inclinazione al “creare” la rende sin da subito propensa, o meglio pronta al mondo che la aspetta. Un mondo fatto di forme, dalle più apparentemente banali, a quelle che le fanno percepire inconsciamente che il suo mondo è fatto di quattro lettere: arte.

 Tutto è arte, tutto è materia plasmabile, basta connettere la mente al mondo che ci circonda. Gli studi al liceo artistico le danno ancora più consapevolezza della sua sempre crescente inclinazione, per continuare il suo percorso all’Accademia di Belle Arti di Catania, dove interrompe gli studi per mancanza di stimoli. Stimoli che la vita “reale” le da continuamente, un corpo, un movimento, tutto è materiale onirico su cui ricavare un oggetto da plasmare. Oggetto, che sulle sue mani abili e ruvide, di chi lavora incessantemente per raggiungere la forma proiettata nella sua mente, si materializza come un riflesso della mente. Gli occhi diventano lo specchio dell’anima e dei suoi pensieri,  e le sue mani il collegamento con il mondo che la circonda. Il percorso da scultrice la rende sempre più precisa, i dettagli sono curati fino all’ultimo respiro. Respiro che la porta a provare, scalfire, entrare sempre più in contatto con la materia, di qualunque natura essa sia, fino ad arrivare alla vera “arma” della sua arte: il polistirolo indurito. Fragile, ma al tempo stesso malleabile, bisognoso di cure ma ruvido allo stato grezzo. Come il corpo umano, caratteristiche simili, caratteristiche che si racchiudono in una diversa struttura.

 Ma Nancy riesce a donare l’anima al materiale senza vita, che improvvisamente si sveglia dal sonno perenne. Le sue opere fanno battere il cuore, e reciprocamente sembra che batta al loro interno. Scoprendo così l’arte erotica. Un’arte su cui ricama ogni singolo soggetto, spigolosi corpi che racchiudono quella sessualità nascosta di ognuno di noi.

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